Disturbi specifici dell’apprendimento: uno sguardo d’insieme, aspetti cognitivi ed emotivi…

“Ognuno è un genio ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la vita a credersi stupido” Albert Einstein

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Si parla di disturbi dell’apprendimento nel caso in cui una persona con normali capacità intellettive e sociali presenti una difficoltà inattesa in qualche settore specifico dell’apprendimento.
I disturbi specifici dell’apprendimento sono di origine neurobiologica cioè sono presenti fin dalla nascita nel corredo genetico della persona e non scompaiono mai nel corso della vita, interagiscono piuttosto con fattori ambientali determinando l’espressione del disturbo in diversi momenti e in diversi gradi.

Per esempio un bambino dislessico che ha una lettura lenta e con errori, può risultare più o meno corretto in certi momenti in base magari al tipo di richieste fatte dall’ambiente, oppure per condizioni d’ansia a cui è sottoposto o in base alle strategie che riesce ad attivare in quel momento per compensare il suo deficit.
I fattori cognitivi si intrecciano particolarmente con quelli emotivi. Alla luce di questo quando si parla di disturbi dell’apprendimento si deve tenere conto anche di possibili disagi emotivi correlati. Le abilità di lettura, scrittura e calcolo hanno una notevole influenza sullo sviluppo psicoaffettivo del bambino e sulla sua autostima. E anche condizioni emotive particolari proprie della vita del bambino possono incidere complicando sempre più il processo di apprendimento. Anche se non si può agire sulle cause del disturbo è possibile ridurre le conseguenze funzionali e migliorare la qualità della vita scolastica e personale attraverso training riabilitativi e con adeguate misure didattiche ed educative. Nello specifico l’intervento riabilitativo si rende necessario per trovare strategie cognitive utili a compensare il deficit e facilitare l’apprendimento ma anche per aiutare il bambino a gestire la componente emotiva attraverso un percorso di consapevolezza delle sue difficoltà e di riconoscimento delle sue risorse. L’idea che il bambino con disturbi dell’apprendimento sia un passo indietro rispetto agli altri è errata; se si considerano i punti di forza che caratterizzano e differenziano questi bambini, la loro capacità creativa e quant’altro, e si fa leva su di essi per permettere l’apprendimento è possibile restituire al bambino il senso di autoefficacia necessario per un normale processo di crescita.

Le figure professionali che intervengono nei disturbi dell’apprendimento possono essere neuropsichiatri, psicologi e logopedisti specializzati nel settore. Lo psicologo in particolare ha una sensibilità maggiore riguardo le variabili psicologiche implicate. Il bambino sviluppa nel corso delle sue esperienze un’immagine di sé positiva o negativa a seconda dei successi o fallimenti. Questa immagine, reale o distorta, influisce sulla coscienza del proprio potere di intervento e di autoregolazione dei processi cognitivi. Un intervento adeguato a questo livello quindi rappresenta la condizione fondamentale per un soddisfacente coinvolgimento dell’alunno nella vita scolastica.

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