Si può vedere un malessere fisico soltanto come un disturbo organico e pensarlo a sé stante da mente ed emozioni.

Corpo ed emozioni

Questa osservazione parziale dell’essere umano non può che permettere una considerazione e un intervento altrettanto parziali e negli anni ha lasciato il posto ad una visione olistica di maggiore interdipendenza e sinergia tra mente, corpo ed emozioni.

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Il corpo fa da sfondo a tutti gli eventi psichici di una persona, le emozioni sono espresse attraverso il corpo, con la gestualità e le espressioni del viso ma anche in modo più complesso: se si prova ansia mentre si aspetta si può avere la sensazione dello stomaco chiuso o del cuore in gola, si può tremare e arrossire di rabbia di fronte ad un grave torto subito o rimanere paralizzati dalla paura. Effetti rilevanti sul corpo li hanno in particolare eventi stressanti presenti per parecchio tempo: compiti cognitivi, emotivi o sociali vissuti come eccessivi per la persona fanno sì che essa metta in moto dei meccanismi per adattarsi ad una nuova condizione ma il tenore di richieste che causa stress, troppo elevato nel tempo, porta ad un abbassamento delle difese immunitarie e ci si ammala più facilmente. Può succedere anche che conflitti emotivi rilevanti per la persona si trasformino in sintomi somatici gravi e debilitanti, come il caso dell’anoressia mentale.

Diversi studi negli anni hanno dimostrato questo stretto legame tra psiche e soma. Il loro funzionamento infatti non è separato, il benessere fisico si ripercuote sugli stati d’animo di ogni persona e viceversa c’è una profonda influenza delle emozioni sul benessere del corpo. Una condizione mentale serena può incidere positivamente sull’andamento di malattie e in altri casi può ridurre la possibilità di ammalarsi. Naturalmente non è possibile spiegare con poche parole la complessità di tutto questo. Uno dei tanti aspetti su cui vorrei invece soffermarmi e ricondurre l’attenzione è l’espressione delle emozioni nella persona e la sua relazione con il corpo.

Lowen sosteneva che tutte le emozioni fortemente trattenute o non adeguatamente espresse potessero aver voce ed esprimersi in modo indiretto attraverso il corpo. In questo modo il corpo “parla e dice tutto quello che è altrimenti taciuto”, il sintomo fisico può essere visto e curato in tal caso anche da un punto di vista psichico. Esprimere adeguatamente le emozioni è un processo complesso che trova le sue radici nell’infanzia e nei legami di attaccamento, per un approfondimento al riguardo si rimanda alla letteratura specifica.

A partire da tutto questo si deduce l’importanza, nei casi di malattia fisica, di affiancare ad un intervento medico anche un intervento psicoterapeutico. La psicoterapia infatti può sostenere la grande sofferenza psichica del paziente relativa alla condizione dell’essere malato.
Il terapeuta, attraverso la relazione e i diversi colloqui, può accogliere le emozioni del paziente quali, senso d’impotenza, rabbia o paura, che spesso inondano e travolgono e la fatica per un cambiamento nello stile di vita dovuto alla malattia. Tutto ciò può favorire l’accettazione della malattia e delle cure e facilitare la guarigione. Ma la psicoterapia può aiutare anche la persona in termini più profondi, ascoltando e dando voce in modo sano a quelle emozioni che il corpo in qualche modo rappresenta o contiene.
Non c’è una lettura universale al riguardo, ognuno porta con sé la propria storia e il proprio modo di raccontarla anche attraverso il corpo, si co-costruisce insieme un significato. Una relazione di attaccamento sicura, quale può essere quella terapeuta-paziente, può riparare in tempi più lunghi, carenze e permettere l’elaborazione di vissuti più profondi.