Secondo la teoria dell’attaccamento di Bowlby il bambino crea fin dalla nascita un forte legame di attaccamento con la madre o chi si prende cura di lui.

L’attaccamento implica una serie di comportamenti messi in atto dal bambino e dal caregiver finalizzati a proteggere questo legame. Non sempre però la relazione che si crea è una base sicura, a volte si costruiscono attaccamenti insicuri.

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Il legame di coppia, considerato un processo evolutivo e di selezione naturale è assimilabile al legame madre-figlio. Nei due tipi di legame ci sono infatti comportamenti simili quali per esempio mantenimento del contatto, bisogno di sentirsi rassicurati e confortati, ansia da separazione nell’assenza. Questo non significa che si ami il proprio partner come fosse la propria madre ma che è possibile comprendere la complessità del legame di coppia anche attraverso l’osservazione del legame madre-figlio.
Ci possono essere delle distorsioni in entrambi i tipi di legame: nella relazione madre-bambino può succedere che la madre chieda aiuto e conforto al figlio anziché fornire accudimento o nella coppia il partner potrebbe tradire non assolvendo le funzioni di sicurezza e protezione.

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La persona può vivere relazioni di coppia infelici caratterizzati da processi comunicativi distorti. Nella situazione di stress che si scatena nei conflitti di coppia possono comparire sintomi quali pensieri ossessivi, confusione, irritabilità, sensazione di minaccia. Anche se ci si sente soli, rifiutati, se si entra spesso in conflitto con l’altro la relazione disfunzionale viene spesso mantenuta nel tempo, la persona si trova in un impasse che la fa sentire dipendente e intrappolata anziché rassicurata ed amata. Ma le relazioni sono in continua evoluzione, questo può offrire una speranza nella sofferenza, l’uomo può cambiare in base ai legami e alle esperienze che vive. Può succedere quindi che nel corso della vita si costruisca una relazione equilibrata (quale per esempio può essere quella terapeuta paziente) che funga da base sicura e che abbia una funzione riparativa per le relazioni disfunzionali del passato. Anche un legame disfunzionale poi può diventare più sano.

Tutto questo di solito si realizza con l’aiuto di un professionista, uno psicoterapeuta esperto nelle relazioni. In un legame di coppia sofferente succede spesso che i partner si influenzino reciprocamente in senso negativo e apprendano sfiducia, paura dell’abbandono, ripropongano schemi ripetitivi e rigidi come la svalutazione, la ridicolizzazione e altro ancora. In questi casi uno psicoterapeuta può offrire una visione diversa delle incomprensioni e fraintendimenti in cui a volte la coppia rimane intrappolata e può aiutare i partner a rendere la relazione più chiara e sicura. Si può così migliorare il rapporto di coppia oppure scegliere di separarsi, interrompendo la spirale di sofferenza in cui ci si trova.
In entrambi i casi sono le persone che danno una direzione al loro percorso, sulla base di una visione più chiara del rapporto che si viene via via costruendo durante la terapia. I percorsi possono essere di coppia o anche individuali se l’altro partner non se la sente di partecipare agli incontri. Un altro intervento importante che si può realizzare durante la terapia riguarda il rapporto di fiducia terapeuta-paziente: a livelli più profondi e nel tempo il terapeuta può creare con il paziente una relazione positiva che ripara e cura dalle relazioni infelici del passato, recente o antico.

dott.ssa Valeria Prochilo
Psicologa e Psicoterapeuta