Spesso ci troviamo vicino a persone che vivono momenti difficili nel loro percorso di vita. Magari sono per noi persone significative con cui trascorriamo del tempo e questo ci porta a sentirci spesso responsabili e ad adoperarci come se da noi dipendesse la loro salute non solo fisica ma anche mentale.
Quando la persona sviluppa dei sintomi psichici il sostegno di un amico può servire come vicinanza emotiva ma questa non basta per permettere la guarigione anzi a volte la sintomatologia assume una funzione all’interno della relazione stessa. In realtà quello che purtroppo accade è che la relazione tra la persona sofferente e chi la circonda si concentra esclusivamente sul malessere e diventa una relazione di aiuto. Questo intrappola l’altro nel ruolo di malato e la persona che supporta nel ruolo di accudente con il rischio di creare un circolo vizioso dal quale difficilmente si esce senza l’aiuto di un esperto. Si ha la sensazione che si perda il piacere di stare con un amico, fratello/sorella, genitore o altro per lasciare il posto a relazioni tristi e a sofferenze da entrambe le parti. Quello che accade in realtà quando si generano i sintomi è che la persona non riesce a reagire da sola in modo adattivo a determinate difficoltà. Un po’ come in una situazione di malattia organica, l’organismo che non ha delle difese immunitarie sufficientemente opportune a fronteggiare un certo virus o batterio sviluppa dei sintomi fisici quali febbre o altro , anche il modo di reagire a situazioni di vita e a compiti di sviluppo attraverso sintomi di natura psichica, rappresenta una difficoltà relativa alla propria funzionalità. Spesso le situazioni esterne richiedono un riadattamento che non si riesce a realizzare, la persona sofferente cerca un’uscita da quel malessere, si appiglia alle persone di riferimento ma proprio perché molto coinvolto in alcuni casi non è in grado di capire che l’aiuto più opportuno invece è quello di un esperto. Egli tende così a rimuginare nell’attesa che i sintomi passino da soli o rimane impegnato a cercare una soluzione ripetendo spesso gli stessi meccanismi. E’ per questo che è importante orientarlo verso uno psicoterapeuta che possa prendere in carico e decodificare il reale bisogno e/o la difficoltà che a volte si nascondono dietro al sintomo.